SEI QUIHanno parlato di noi sul MESSAGGERO VENETO

Hanno parlato di noi sul MESSAGGERO VENETO


By Webmaster - Posted on 04 ottobre 2007

Ecco perchè il progetto di analisi e rilevazione, avviato operativamente da due settimane da un’équipe di specialisti in tematiche ambientali (consulenti dell’ambiente, architetti, ingegneri e medici) che prevede 10 mila monitoraggi in regione, sta dando già i primi notevoli risultati. La Casa Ecologica, ideatrice della prima indagine statistica da compiersi in case private e luoghi di lavoro, comprese le scuole, è stata contattata, in appena due settimane, da circa duecento famiglie che hanno volontariamente chiesto di essere monitorate con l’apposito dosimetro (progettato e prodotto negli Usa) per misurare la concentrazione effettiva del radon nella propria abitazione. Inserito dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) nel “gruppo 1” delle sostanze cancerogene, il radon provoca ogni anno in Italia fra i tre e i sette mila casi di tumore polmonare. Statistica che si quadruplica se associata all’esposizione ad altre forme intense di inquinamento come il fumo passivo innanzitutto o lo smog. Sul territorio nazionale il killer silenzioso, com’è stato soprannominato negli Stati Uniti, si annida in un milione e mezzo di case, il 6 per cento del totale, mentre in Friuli Venezia Giulia si stima che una casa su due si trovi a rischio radon, colpevole di una serie di gravi patologie respiratorie fino all’insorgere del tumore polmonare. «Sappiamo che parecchi uffici, istituti e luoghi di cura in Friuli Venezia Giulia non sono a norma per quanto riguarda l'esposizione al radon. Ma ci si guarda bene dal monitorarli: per questo i risultati fin qui ottenuti da altri enti, pubblici e privati, non possono essere affidabili. Noi intendiamo con il nostro progetto – spiegano l’ingegnere Luciano Martinelli di Econsulting e il consulente ambientale Claudio Del Medico Fasano – venire in possesso di dati certi e strumentalmente affidabili, confrontabili e analizzabili per rilevanza dei numeri, sull’effettiva diffusione di questo fattore inquinante che, secondo le più recenti scoperte scientifiche – è considerato più nocivo dell’amianto».

Tag