SEI QUILa biocasa all'insegna del risparmio energetico
La biocasa all'insegna del risparmio energetico
L’arrivo delle bollette che riceviamo periodicamente e con le quali ci vengono addebitati i costi per le forniture dei diversi servizi energetici, acqua, elettricità, gas, stanno diventando, da tempo ormai, sempre più una occasione di sensibile attenzione per gli equilibri dei bilanci delle nostre famiglie.
Ma anche altrettante preoccupazioni per le problematiche, più o meno imminenti, che ci vengono prospettate: raccomandazioni a non sprecare l’acqua, difficoltà di approvvigionamento del gas combustibile, black out elettrici o comunque, in relazione all’interminabile escalation dei prezzi del petrolio, altrettanto non improbabili aumenti delle tariffe.
Di qui la massima attenzione da parte di tutti – cittadini , istituzioni, settori specializzati nella bioedilizia - a tutto ciò che può giovare a realizzare quanto più possibili programmi di risparmio energetico. Tutto questo in particolare, ovviamente, anche per ciò che riguarda la casa.
Se ne sta interessando da tempo l’Unione Europea: a proposito è stata emessa con la legge 192/05 una precisa normativa. Sull’argomento ha idee molto chiare Giuliano Dall’O’ architetto, professore associato di fisica tecnica ambiente presso il dipartimento BEST del Politecnico di Milano. Ad avviso del docente dell’ateneo milanese ( Dall’O’ è, tra l’altro, esperto per la certificazione energetica degli edifici) la “più efficace fonte di energia rinnovabile a disposizione di tutti, subito, è (appunto ) il risparmio energetico”. Ed è proprio al Politecnico di Milano che gli esperti si sono impegnati in uno studio finalizzato alla risoluzione in buona parte di questo problema.
“Per l’Italia – continua Dall’O’ – un impegno in questo settore è una scelta obbligata perché al calo della produzione nazionale si accompagna l’aumento del costo del petrolio, l’incertezza sulle forniture del metano, la dipendenza delle importazioni di energia (quasi l’80 per cento del fabbisogno), in particolare del settore civile”. Delle case, insomma.Un progetto, a quanto pare, quanto mai sostenibile se è vero che la costruzione di una “biocasa” - così si chiama oggi una abitazione opportunamente realizzata in funzione della riduzione dei consumi termici, elettrici e idrici – comporterebbe un costo non superiore ai 60-70 euro al metro quadrato. Un progetto sostenibile anche economicamente se si tiene conto che, secondo quanto emerge da “Il libro bianco” di Enea e F.in.co, sui consumi di energie (con conseguente incidenza anche sui costi relativi) il solo riscaldamento degli ambienti concorre nella misura del 57 per cento. La produzione di acqua calda assorbe un 25 per cento. A ciò si aggiunga l’incidenza degli apparecchi elettrici : 11 per cento. E infine pesa per il 7 per cento l’utilizzo degli apparecchi a gas per la cucina.
Realizzazioni di progetti di questo tipo sono già in funzione in Italia: basti pensare agli impianti di teleriscaldamento di Imola, Brescia e di Milano cui sta facendo seguito la sperimentazione in provincia di Bergamo dello sfruttamento dell’energia solare con collettori e di quella naturale presente nel sottosuolo con pompe di calore.
Per quanta riguarda le singole abitazioni civili, tenendo ben conto di quanto dispone la legge di attuazione della direttiva europea sul rendimento energetico nell’edilizia vi sono una serie interventi assolutamente necessari.
Prima di tutto vanno create le condizioni per un maggior isolamento termico del l’edificio rispetto all’esterno. Vanno quindi opportunamente adeguati gli impianti di climatizzazione e di riscaldamento dell’acqua.
A tutto ciò possono concorrere valvole termostatiche che, applicate ai termosifoni, consentono il risparmio di almeno un quinto dei consumi, mentre grazie ad altre apparecchiature predisposte per le caldaie è possibile assicurare il recupero di buona parte del calore emesso dai fumi - conseguendo addirittura quasi il raddoppio del rendimento in termini di benefici termici.
L’applicazione di opportuni dispositivi per rubinetti e docce finalizzati alla riduzione della pressione dell’acqua senza diminuirne la portata del getto comporta un ulteriore risparmio idrico. A ciò si aggiungano – per quanto concerne l’ energia elettrica – l’adozione di lampade a basso consumo la cui accensione – regolata grazie ad appositi sensori o centralini – avrà luogo soltanto qualora venga avver-tita la presenza di persone in quel determinato ambiente.
Tra l’altro – questi accessori di avveniristica domotica – svolgeranno anche un ruolo di importanza psicologica: indicheranno, di volta in volta, in tempo reale la lettura dei consumi.
E infine una grande attenzione anche all’isolamento acustico non disgiunto da adeguati mezzi di ventilazione e di ricambio dell’aria negli ambiente con la conseguente regolazione dell’umidità degli stessi. Tutto questo a beneficio del benessere psicofisico e della sicurezza di chi abita nella propria casa.
Fonte: www.sabatoseraonline.it
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