SEI QUILazio: Regione invada dal gas Radon con dati preoccupanti

Lazio: Regione invada dal gas Radon con dati preoccupanti


By Webmaster - Posted on 23 maggio 2006

Il diritto alla salute dei cittadini, sancito dalla costituzione italiana, dovrebbe orientare il governo regionale del Lazio ad adottare norme più severe per la lotta all’inquinamento radioattivo del Gas Radon, attivando le azioni di prevenzione e contrasto, da me più volte indicate ai vari assessori incontrati, ma finora rimaste “lettera morta”. La regione Lazio è a “bollino rosso”, una delle 5 in Italia con maggiori concentrazioni di gas radon. Il gas radon è un nemico invisibile della nostra salute; è un gas incolore estremamente volatile prodotto dal decadimento di tre nuclidi capostipiti che danno luogo a tre diverse famiglie radioattive; essi sono il Thorio 232, l'Uranio 235 e l'Uranio 238. Il nuclide piu' abbondante è appunto l'Uranio 238 responsabile della produzione dell'isotopo Radon 222. Il thorio 232 e l'uranio 235 producono invece rispettivamente il Rn 220 e Rn 219. Si misura in bequerel. Un (1) bequerel è una radiazione ionizzante al secondo per metrocubo d’aria. Se in una abitazione o luogo di studio o lavoro di mq.100 si rileva, in seguito ad un monitoraggio, una concentrazione di radon pari a 200 bequerel/metrocuboaria/secondo significa che i residenti di quell’abitazione in 8 ore di permanenza all’interno di essa inalano 1.728.000.000 radiazioni ionizzanti.

Quindi ragionando con la soglia di legge presente nel Lazio (400 bequerel/metrocuboaria/secondo), il livello di inquinamento da Gas radon è preoccupante, non rassicurante come spesso rileviamo dalle dichiarazioni di vari politici ed amministratori pubblici. Si continua, sbagliando, a rilasciare dati ai cittadini basati sulla logica delle statistiche; non può continuare in questo modo. E’ troppo comodo fare la media statistica tra aree NON INQUINATE o POCO INQUINATE con altre FORTEMENTE INQUINATE. Dove non c’è Gas Radon non si interviene mentre dove sarà rilevata una forte presenza di Radon bisogna intervenire subito, bonificandone gli edifici. Non possiamo continuare a fare “medie” statistiche utili solo alla politica ma non a risolvere il problema. La soglia massima di tollerabilità del Gas Radon non dovrebbe superare i 15 - 20 bequerel per metro cubo d'aria; mediamente quella presente in atmosfera. Con questi valori Il 90-95% delle case laziali potrebbero essere considerate a rischio Radon che a sua volta è risultato essere il secondo fattore di rischio ambientale, per quanto riguarda i tumori ai polmoni, dopo il fumo (fonte - Organizzazione mondiale della Sanità). I monitoraggi effettuati in varie località del Lazio non saranno totalmente attendibili in quanto effettuati con il metodo “a campione” mentre risulta necessario agire “a tappeto”. Inoltre, i monitoraggi riferibili al periodo estivo saranno davvero inutili in quanto l’areazione degli edifici è maggiore rispetto al periodo invernale. L'attuale normativa, presente anche in questa regione, è invece insufficiente ed inadeguata per contrastare un simile letale inquinamento corresponsabile di centinaia di decessi per tumore polmonare ogni anno, anche in questa regione.

Il Comitato nazionale per la salubrità dell'aria, che presiedo a livello nazionale, e disponibile attraverso il sito www.lacasaecologica.it a fornire gratuitamente, alle famiglie della regione interessate al problema radon, ogni indicazione utile per gli eventuali interventi di bonifica dei propri edifici. La FAS – Federazione Ambiente Società è da tempo impegnata, con i propri volontari presenti sul territorio, alla sensibilizzazione sociale sul tema con incontri pubblici e dimostrazioni pratiche sui metodi per contrastarlo. Abbiamo più volte suggerito di modificare la legge regionale, come già fatto in Veneto, riducendo il livello di soglia minimo ad almeno 200 bequerel, non 400 come gli attuali, con l’impegno di una riduzione progressiva da attuare negli anni futuri; nessuno ci ascolta. A livello provinciale confidiamo siano avviate iniziative concrete per contrastare il fenomeno, attivando fondi destinati allo scopo. La nostra federazione sarà ben lieta di collaborare ad un simile innovativo ed importante progetto di riqualificazione ambientale.

Claudio Del Medico Fasano
Presidente Nazionale FAS – Federazione Ambiente Società

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