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Radon a livelli di guardia nella Tuscia


By Webmaster - Posted on 23 maggio 2006

Radon a livelli di guardia nella Tuscia. Scatta l’allarme

C’è un’elevata quantità di radon nella provincia viterbese. A rilevarlo un’importante ricerca condotta nella zona del consorzio Teverina da parte del prof. Giuliano Quintarelli, presidente della Lega tumori di Roma. "L’elevata presenza di questo gas radiogeno – spiega Quintarelli – in qualche modo si associa ad una mortalità estremamente elevata del cancro del polmone, soprattutto evidente nella provincia di Viterbo più che nelle altre quattro province del Lazio. Insieme al presidente della Lega tumori di Viterbo, dott. Gemini organizzeremo, quindi, una conferenza – dibattito su questo argomento – ha aggiunto Quintarelli - in quanto è importante spiegare le metodiche di protezione nei confronti del radon, che dopo il fumo, è la prima causa di cancro al polmone”. Il radon è un gas radioattivo inodore ed incolore più pesante dell’aria e rappresenta uno dei prodotti del decadimento dell’uranio. Tale gas viene generato continuamente da diverse strutture rocciose, tra cui basalti, graniti, peperini, sostanze tufacee, pozzolane. L’assunzione prolungata per via inalante di elevate concentrazioni di questo gas può causare il cancro al polmone. Nell’arco di 21 anni la mortalità per tumori totali è costantemente maggiore nel Viterbese. Il tasso per 100 mila abitanti nella provincia di Viterbo è stato nel 2001 di 327,3 contro il 270 del restante Lazio ed il 274,8 dell’Italia. Inoltre, risulta che sempre nel 2001 il tasso di mortalità per tumori del polmone è stato di 69,3 a Viterbo contro il 41,5 di Rieti, il 62,6 di Roma, il 47,6 di Latina ed il 47,6 di Frosinone. Poiché il radon contenuto nel suolo si diffonde attraverso le porosità del terreno, esso penetra all’interno delle strutture abitative e può essere facilmente inalato. Può anche penetrare attraverso i rubinetti se l’acqua contiene del radon disciolto. La ricerca del prof. Quintarelli è stata condotta nei cinque comuni di Bagnoregio, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d’Agliano e Lubriano, prendendo in considerazione due ambiente diversi: le abitazioni e gli scantinati. La sperimentazione è iniziata a marzo del 2005 e le misurazioni sono state effettuate utilizzando un rilevatore di tracce, il dosimetro Radonalpha. Ne è risultato che eseguendo il monitoraggio a distanza di 7, 15, 30, 90, 180 e 270 giorni si è riscontrato come in certe abitazioni i livelli del gas superano quelli in cantina e che in alcune abitazioni i valori sono rimasti sempre estremamente elevati, arrivando addirittura ad un dosaggio pari a 2000 Bq/mc ed in media nettamente al di sopra dei 1000 Bq/mc. Per quanto attiene ai comuni di Celleno, Civitella d’Agliano e Castiglione in Teverina si trovano valori nelle abitazioni in media comunque superiori ai 400 Bq/mc mente nelle cantine si è arrivati ad un dosaggio del gas radiogeno in certi casi di oltre 12 mila Bq/mc.

Fonte: www.iltempo.it

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