SEI QUIRadon: al via la mappatura della Toscana
Radon: al via la mappatura della Toscana
La Regione Toscana ha appena approvato un progetto per l’identificazione delle aree toscane a più alto concentramento di radon. I lavori cominceranno nelle prossime settimane e alla fine avremo finalmente dei dati significativi su cui lavorare. A parlare è Silvia Bucci, dirigente dell’Arpat che si occupa del radon, gas radioattivo naturale la cui sorgente principale è il suolo e il materiale da costruzione: una volta che esce dal suolo si disperde facilmente, ma si può accumulare negli ambienti.
Il radon è una delle 78 sostanze classificate cancerogene dall’Agenzia internazionale sulla ricerca sul cancro – spiega Silvia Bucci - ed è responsabile di molti tumori al polmone, è stato stimato che provoca dalle mille alle seimila morti ogni anno in Italia».
Un numero che sale a dismisura se si prende in esame il caso degli Stati Uniti, dove le morti provocate dal radon sono seconde soltanto a quelle causate dagli incidenti stradali. La normativa italiana in questo momento prevede un’attenzione al fenomeno radon soltanto per quanto riguarda l’attività lavorativa, mentre non esiste per il residenziale: c’è solo raccomandazione europea mai tradotta in normativa italiana che mette 400 bequerel per metro cubo la soglia massima.
«La normativa richiedeva che fosse effettuata un’indagine delle zone dove c’è maggiore presenza, per riscontrare la concentrazione negli ambienti di lavoro. Adesso questo nuovo progetto consentirà di allargare la mappatura anche perché contemporaneamente il ministero della salute ha approvato e finanziato l’avvio del piano nazionale radon, volto alla limitazione dei rischi per l’esposizione al radon, anche quelli domestici».
Negli anni scorsi comunque Arpat e dipartimenti di prevenzione Asl hanno fatto diverse indagini, con misurazioni sia in casa che nelle scuole materne e asili. «In media la Toscana ha concentrazione medio-basse – dice Silvia Bucci – anche se esistono punte significative nel sud e nelle isole, nelle zone di origine vulcanica dove si può arrivare a 1000 bq/m3».
Silvia Bucci preferisce non scendere nei dettagli dei singoli comuni: «I dati delle analisi precedenti – spiega - non sono stati fatti a campione scientifico e quindi su base comunale è impossibile dare dati significativi. In questo momento sono in fase conclusiva le misure effettuate per conto della Provincia di Firenze e di Grosseto negli edifici scolastici, e per i Comuni di Sorano e Pitigliano in ambienti pubblici, ma in ogni caso dovrei chiedere l’autorizzazione della Regione per divulgarli. Per la mappatura che ci stiamo preparando a fare, invece, i tecnici stanno ora lavorando proprio per stabilire il miglior campionamento possibile».
Fonte: www.greenreport.it
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