SEI QUITumori: Studio siciliano, record cancro tiroide in zona Etna

Tumori: Studio siciliano, record cancro tiroide in zona Etna


By Webmaster - Posted on 12 giugno 2006

MILANO- Record di tumori alla tiroide in Sicilia, in particolare nell’area intorno all’Etna. Il dato emerge dall’analisi dei numeri del Registro tumori della tiroide della Regione Sicilia, illustrata in questi giorni, all’International Congress on Thyroid Cancer Management in corso a Siena, da Francesco Trimarchi, ordinario di Endocrinologia dell’Università di Messina.

Il Registro e nato nel 2002 per iniziativa di Riccardo Vigneri (ordinario di Endocrinologia dell’Università di Catania), Francesco Trimarchi, Marco Attard (dirigente medico dell’Azienda ospedaliera Vincenzo Cervello di Palermo) e Carla Giordano (associato di Endocrinologia dell’Università di Palermo). Il progetto, coordinato da Trimarchi, è stato finanziato per due anni dal ministero della Salute. In pratica, grazie a una cartella computerizzata archiviata in un server protetto e accessibile in da parte degli operatori autorizzati, tutti i dati dei pazienti sono stati stoccati nel Registro, grazie a un sistema che consente di recuperare virtualmente anche tutti i pazienti operati fuori regione. In questo modo - ha detto l’endocrinologo - le quattro unità che concorrono al Registro hanno archiviato, a partire dal 1 gennaio 2002 fino a ieri, tutti i casi di carcinoma della tiroide verificatisi in Sicilia. Fino al 31 dicembre 2004 sono stati archiviati 2.002 casi, la stragrande maggioranza in donne, con una incidenza calcolata di 13,6 nuovi casi per 100.000 abitanti l’anno. Si tratta di un dato molto significativo - ha sottolineato Trimarchi - perchè maggiore di quello riportato in altre parti del mondo. Poco meno del 90% dei tumori della tiroide registrati in Sicilia sono risultati del tipo carcinoma papillare, e una non trascurabile percentuale di questi era costituita da microcarcinomi inferiori a 10 mm di diametro.

Ma perche’ questa concentrazione nell’area dell’Etna, simile a quanto accade in Islanda e alle Hawaii? Studi sugli effetti ambientali vulcanici nelle falde acquifere dimostrano, ha spiegato l’esperto, che le acque provenienti dall’Etna contengono alte quantità di radon e di un elemento, il vanadio (di cui sono stati dimostrati solo effetti che alterno il normale funzionamento tiroideo) in misura largamente superiori a quelle considerate accettabili nelle acque dalle Agenzie deputate al controllo della sicurezza ambientale. Inoltre le acque e i terreni circostanti l’Etna contengono alte quantità di composti solforati che, nell’organismo umano, fanno aumentare il livello di tiocianato, una sostanza che interferisce sulla ormonogensi tiroidea.

Non solo, alla banca dati epidemiologica siciliana si è affiancata, in un più limitato numero di casi, una banca di tessuti neoplastici e una banca di Dna, che stanno permettendo la conduzione di ricerche di epidemiologia molecolare. Il gruppo di ricerca - ha aggiunto Trimarchi - ha infatti evidenziato una elevata prevalenza di mutazioni del fattore di trascrizione BRAF (implicato nell’oncogenesi del carcinoma papillare) nei carcinomi papillari di maggiori dimensioni. Ma un dato molto interessante è la dimostrazione di positività della mutazione anche in quei microcarcinomi papillari inferiori a 1 cm con tendenza allaggressività. La prevalenza di mutazioni del BRAF è stata trovata nei pazienti provenienti dalla Sicilia orientale due volte piu che nella parte occidentale dell’isola. In particolare, l’area di maggior prevalenza è proprio quella circostante l’Etna, gravata dalla maggiore incidenza di tumori della tiroide.

Fonte: http://it.news.yahoo.com

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